Ecco cosa non potete perdere

 

Ecco 15 cose che non potete assolutamente non vedere nella vostra permanenza in Arcevia:

1 – Nel Centro Storico la Collegiata di San Medardo, una vera e propria “Chiesa Museo” che custodisce opere di Signorelli, il vorticoso Giudizio Universale del Ramazzani e il meraviglioso altare della Bottega di Giovanni Della Robbia. Potrete osservare la cupola opera dell’Architetto Andrea Vici.

2 – La Chiesa in stile Barocchetto, di San Francesco di Piazza, a opera di Lorenzo Bossi. Rimarrete ammaliati dalla plasticità di questo luogo. Attenzione l’ingresso della chiesa rimane nascosto, dovrete inoltrarvi all’interno del Chiostro.

3 – Visitare il Museo Archeologico di Arcevia che vi farà scoprire la nostra storia più antica e gli importanti reperti della necropoli celtica scoperti a fine ‘800 nel nostro territorio.

4 – La Biblioteca “Angelo Rocca”, ricchissima di volumi,  accoglie l’Archivio Storico, tra i più importanti della regione, con circa 1.800 pergamene dei secc. XIII-XVI. All’interno della Biblioteca è presente la Galleria Permanente di Arte Contemporanea con opere di Ruggeri, Mannucci, D’Incecco, Bruno d’Arcevia e Giuseppe Gigli .

5 – La piccolissima Chiesa di Sant’Agata, un piccolo gioiello Barocco, seppur di dimensioni contenute vi stupirà per l’altezza, inaspettata, della sua Cupola.

6 – Il Giardino Botanico Giacomo Leopardi, uno dei 10 giardini storici delle Marche, ma a differenza degli altri è stato pensato e progettato per il “Pubblico Passeggio”. Potrete camminare tra viali e sentieri ricchi di specie esotiche e autoctone.


7 – Nella passeggiata alle mura della Rocca potrete ammirare un panorama unico, che va dall’Appennino al Mare, fotografie d’archivio documentano la frequentazione di questo luogo anche da parte di Giuseppe Cavalli e Mario Giacomelli, autorevoli esponenti della “Scuola del Misa” di Senigallia importantissima per la storia della fotografia italiana.

8 – Visitare tutte le opere di Street Art presenti nel nostro territorio: in particolare vi consigliamo di deviare dal Corso principale su via Battistelli per ammirare il Murale di Federico Zenobi (in arte Zen), “Discesa sotto il Baleno”, omaggio a Bruno d’Arcevia un piccolo affresco di Bruno d’Arcevia nella Porta di San Pietro. Poco fuori Arcevia presso le ex Cave di Pietra è possibile ammirare il murale “The Nature of resistance” dell’artista californiano Zio Ziegler.

9 – Nel giro dei Castelli non potete perdere la Chiesa di Sant’Ansovino, secondo alcune leggende una Chiesa templare. Immersa nel verde del parco Regionale della Gola della Rossa e di Frassassi potete optare per una passeggiata all’insegna della natura oppure scoprire il castello di Avacelli e la Chiesa di San Lorenzo.

10 – La tradizione contadina è centrale nel Castello di Castiglioni, dove tutto è curatissimo grazie all’operosità degli abitanti. Qui è stato restaurato l’Antico Molino ed il Forno pubblico è ancora perfettamente funzionante; la Chiesa di Sant’Agata custodisce opere di Ramazzani e un sovra-portale di Bruno d’Arcevia, nella Chiesa di Santa Maria della Piana (XII secolo) è stato portato alla luce un bellissimo affresco.

11- Piticchio custodisce varie opere d’arte “En Plein Air” di Bruno d’Arcevia: lo stemma del Castello e l’orologio della Torre sono sue. Nella Chiesa di San Sebastiano (1400) sono custodite tre tele di Ercole Ramazzani. Dovete fare almeno una foto dal camminamento di Ronda!

12 – Cose da fare assolutamente a Loretello: una foto sul Ponte di accesso al Castello, una visita al Museo della Civiltà Contadina, una foto del perfetto paesaggio rurale marchigiano.

13 – Siamo nel distretto del Verdicchio dei Castelli di Jesi, non perdete l’occasione di bere un’ottimo calice di questo vino: osterie, bar, cantine e ristoranti vi faranno conoscere attraverso il gusto l’anima e la struttura plurale del nostro territorio.

14 – Al Castello di San Pietro fermatevi ad ammirare l’affresco di Bruno d’Arcevia

15 – Fate un mini trekking urbano tra i vicoli del Castello di Palazzo, incastonato nella roccia del Monte Caudino. Non potrete tornare a casa senza aver scattato una foto panoramica di questo castello.

 

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